Il BLOG del Frantoio di Massarosa

UN PROTOREATTORE AL FRANTOIO DI MASSAROSA!
UN PROTOREATTORE AL FRANTOIO DI MASSAROSA!

26/09/2022

Nell'ottica di una continua evoluzione tecnologica nell'ambito della frangitura delle olive, il Frantoio di Massarosa ha appena acquistato il PROTOREATTORE della Pieralisi, che rappresenta una nuova frontiera della gramolatura (la gramolatura è una delle fasi della produzione dell'olio extravergine di oliva). I vantaggi nell'utilizzo del PROTOREATTORE sono molteplici:

✅ Riduzione del tempo di gramolatura
✅ Diminuzione della temperatura
✅ Risparmio energetico
✅ Qualità dell'olio superiore
✅ Rese leggermente superiori

Nel video di questo articolo, direttamente la Pieralisi (produttrice del macchinario) spiega cos'è un PROTOREATTORE, come funziona e quali sono i numerosi benefici che comporta il suo utilizzo.

EFFETTI BENEFICI DELL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
EFFETTI BENEFICI DELL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

18/01/2021

Bere un cucchiaino di olio d’oliva extravergine al mattino quando si è ancora digiuni permette di assimilare meglio le sue sostanze benefiche.

Gerardo Attanasio in un articolo del 14 Aprile 2020 su quotidianopost.it, ci parla degli innumerevoli benefici dell'olio di oliva.

In molti non sono ancora a conoscenza degli innumerevoli benefici connessi all’assunzione dell’olio d’oliva. Quest’ultimo rappresenta la colonna portante della intera dieta mediterranea.
Gli esperti hanno dimostrato che un uso giornaliero (adeguato) dell’olio d’oliva permette al nostro corpo di assimilare meglio le sostanze utili.

Le proprietà benefiche dell’olio d’oliva:
✅ Riduce i picchi glicemici;
✅ Garantisce l’equilibrio dei grassi;
✅ È un efficace antitumorale;
✅ Apporta grandi benefici al cuore e alle arterie;
✅ È ricco di polifenoli
✅ Favorisce il colesterolo buono e riduce quello cattivo.

Questi sono solo alcune delle proprietà benefiche collegate al consumo di questo oro liquido. Gli esperti consigliano, per assimilare meglio le proprietà dell’olio, di bere un cucchiaio di olio d’oliva al mattino a digiuno.
Il motivo è chiaro, il nostro corpo riesce ad assorbire più velocemente le sostanze nutritive durante il digiuno notturno. Solo così è possibile sfruttare al massimo le sue potenzialità. È consigliato inoltre aggiungere anche qualche goccia di limone fresco all’olio da bere per aumentare ancora di più i benefici.

Questo mix tra olio d’oliva e limone permette di lubrificare anche la mucosa gastrica per attivare le funzioni del fegato e della cistifellea.
Insomma parliamo di una soluzione molto efficace per eliminare le tossine e depurare il corpo. L’utilizzo dell’olio d’oliva a digiuno infatti è consigliato per rendere più efficace l’apparato digerente.
Non solo la digestione ma anche il fegato trae preziosi vantaggi dall’assunzione dell’olio d’oliva a digiuno. Questo infatti è un potente antinfiammatorio consigliato vivamente per chi soffre di gastrite.

La ricetta


✅ Versare l’olio d’oliva in un cucchiaino da caffè;
✅ Spremere 2 massimo 3 gocce di limone;

Assumere il composto per due volte a settimana a stomaco vuoto.

Ovviamente per garantire un miglior risultato è fondamentale utilizzare prodotti di qualità. Ovvero un olio extravergine d’oliva magari derivato da olivi biologici.

LE MALATTIE DELL'OLIVO
LE MALATTIE DELL'OLIVO

03/04/2020

Le maggiori problematiche di tipo fitosanitario, per l’olivo e per l’oliva, si verificano durante l’estate, in particolare durante il mese di luglio. L’olivicoltore deve prestare molta attenzione e deve essere pronto ad intervenire tempestivamente perché in caso contrario, il rischio di compromettere il raccolto diventa molto alto.

L’utilizzo del rame dopo la potatura, costituisce una prima azione protettiva. Il rame, infatti, può prevenire una delle patologie più comuni dell’olivo, il cosiddetto occhio di pavone, un particolare fungo che si manifesta sulle foglie con macchioline nere tondeggianti.

Se non curato opportunamente può diventare cronico e causare diversi danni e anche favorire l’insorgere di altre patologie.

Un’altra patologia molto diffusa è la cosiddetta rogna dell’olivo. E’ causata un batterio che si trasmette sulle ferite aperte e si diffonde durante la potatura, utilizzando attrezzi che si sono infettati su piante malate.

La rogna si manifesta con escrescenza tuberose tondeggianti sui giovani rami. Questi vengono indeboliti e possono seccare.

DIFFUSIONE DELL'OLIVO
DIFFUSIONE DELL'OLIVO

26/03/2020

L’olivo in Italia viene coltivato in 72 province. L'olivicoltura italiana è praticata in condizioni ambientali e colturali molto diverse.


Secondo gli ultimi dati Istat, le regioni con maggiori piantagioni di oliveti sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia.


La maggiore concentrazione olivicola italiana si trova in Puglia, con una popolazione che è stimata essere superiore ai 5 milioni di alberi. Molti di questi risalgono all'epoca della dominazione spagnola del Seicento.


In provincia di Brindisi si trova la cosiddetta "Piana degli ulivi millenari", in cui sono presenti le più vaste distese di ulivi millenari al mondo.

La zona comprende i comuni di Fasano, Ostuni e Carovigno, in special modo le zone tra Montalbano, Villanova e la borgata Serranova di Carovigno.


L’olivo non è presente nelle zone montane o nelle zone con temperature invernali troppo basse o presenza di nebbia. L'area in grado di produrre frutti di qualità è più ristretta e si riduce in pratica, oltre al meridione, all'Italia centromeridionale, (Toscana e Liguria comprese) e insulare e alla zona dei laghi di Lombardia, Trentino e Veneto.

 

 

 

L'ALLEGAGIONE
L'ALLEGAGIONE

17/03/2020

L’olivo ha un fiore ermafrodita essendo dotato contemporaneamente sia dell’organo femminile che di quello maschile, con una infiorescenza “a pannocchia”.

Quando la fioritura ha avuto un processo normale, si protrae da metà maggio a metà giugno. Quindi cadono i petali e incomincia l’allegagione: se l’ovario è stato fecondato i suoi tessuti si ingrossano per dare vita al frutto, da cui poi verrà tratto l’olio.

Solo dopo sessanta giorni circa dalla piena fioritura si può capire come sia andata l’allegagione ovvero quanti fiori diventeranno frutti.

L’olivo è comunemente considerato pianta a produzione biennale: ad un’annata di carico succede normalmente una di scarico.

Questa situazione può comunque mutare in dipendenza delle condizioni climatiche generali e a causa dell’intervento dell’uomo con operazioni di irrigazione e concimazione le quali hanno un certo peso sulla produzione della pianta.

 

 

 

LA MIGNOLATURA
LA MIGNOLATURA

23/02/2020

Ad inizio primavera si innesca anche il processo di formazione della mignola, cioè la fase di schiusura delle gemme a fiore, che può presentarsi già a partire dagli ultimi giorni di marzo, anche se con maggior frequenza si manifesta in aprile o agli inizi di maggio.

Gelate tardive danneggiano i primordi di mignola talora ancora non visibili ad occhio nudo, compromettendo la successiva fioritura.

Anche carenze idriche e nutrizionali fino a sei settimane prima della fioritura possono provocare un abbassamento del numero di fiori per infiorescenza e un aumento della probabilità di aborto del pistillo.

L’olio per gli antichi Romani
L’olio per gli antichi Romani

12/02/2020

L’olio per gli antichi Romani

Gli antichi romani classificavano l’olio di oliva in 5 tipologie:

  • ‘Oleum ex albis ulivis’ ottenuto dalla spremitura delle olive verdi
  • ‘Oleum viride’ ottenuto da olive raccolte ad uno stadio più avanzato di maturazione
  • ‘Oleum maturum’ ottenuto da olive mature
  • ‘Oleum caducum’ ricavato da olive cadute a terra
  • ‘Oleum cibarium’ ricavato da olive quasi passite e destinato all’alimentazione degli schiavi

 

 

VITA DELL'OLIVO
VITA DELL'OLIVO

26/01/2020

L’olivo ha un’attività vegetativa pressoché continua, attenuata nel periodo invernale. Cresce lentamente ed è caratterizzato da una spiccata longevità che, in condizioni climatiche favorevoli, lo porta a vivere anche diversi secoli.

La pianta inizia a fruttificare dopo il 3º anno e diventa pienamente produttivo dopo il 9º anno. Le radici sono per lo più di tipo avventizio (radici cioè, che si formano in particolari condizioni, da parti della pianta diverse dalla radice, come ad es. il fusto e le foglie). Le radici sono espanse e superficiali e in genere non si spingono oltre i 60–100 cm di profondità.

L'attività vegetativa dell’olivo si attenua con il periodo più freddo, per un intervallo di tempo che dipende dal rigore del clima. A febbraio, orientativamente, si ha la ripresa dell’attività e in questo periodo ha luogo anche la differenziazione a fiore; fino a quel momento ogni gemma ascellare dei rametti dell'anno precedente è potenzialmente in grado di generare un nuovo germoglio o una mignola (stadio avanzato di sviluppo dell’infiorescenza dell’olivo).

Tra la fine di febbraio e la fine di marzo si verifica un'intensa attività dapprima con l'accrescimento dei germogli, poi anche con l'emissione delle mignole. Questa fase si protrae, secondo le zone, fino ad aprile. La mignolatura ha il culmine in piena primavera con il raggiungimento delle dimensioni finali che preludono alla fioritura.

L'OLIVO
L'OLIVO

19/01/2020

L'olivo o ulivo (nome latino Olea europaea ) è un albero da frutto originario dell'Asia Minore e della Siria, fu utilizzato fin dall'antichità per l'alimentazione. L'olivo è una pianta centrale nella storia delle civiltà che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, e di tutto l'Occidente.

Esistono numerose leggende relativamente alla nascita dell’olivo: una leggenda di origine greca narra di Atena che, nell'intento di benedire gli uomini, piantò la sua lancia nel suolo e da li crebbe il primo ramoscello d'ulivo; un'altra parla di un olivo raccolto ai confini del mondo da Ercole dove nacque il bosco sacro a Zeus, dalle cui fronde venivano intrecciate le corone per i vincitori dei giochi olimpici.

Un altro aneddoto sull'olivo riguarda invece la colomba che, per annunciare a Noè la fine del diluvio universale, gli portò un ramoscello d'ulivo che teneva stretto fra le zampe.

E’ stato appurato che le prime piante selvatiche esistevano sull'isola di Creta fin dal 4000 a.C. e che successivamente i cretesi si sono specializzati nella coltivazione di tale pianta, la quale successivamente verrà esportata in tutto il bacino del Mediterraneo.

LA POTATURA DELL'OLIVO
LA POTATURA DELL'OLIVO

04/01/2020

Perché l'olivo possa produrre regolarmente è richiesta una potatura costante e attenta che si esegue da dicembre a febbraio. Ogni due-tre anni si tagliano i rami grossi utilizzando il saracco da potatore, mentre ogni anno si eliminano i rametti che non fruttificano più e quelli che tendono ad infoltire la chioma.
Quest'ultima potatura si esegue col roncolino o col coltello ricurvo; attualmente sono usate più frequentemente le forbici che purtroppo, dicono i potatori anziani, nel taglio schiacciano il ramo. 
L'uliveto deve essere arato spesso per tenere la terra ben aerata e per evitare che l'erba faccia marcire le olive cadute per terra; inoltre l'aratura previene gli incendi estivi che nel fieno avrebbero rapida e distruttiva diffusione. 
La potatura dell’olivo, oltre ad accrescere la produzione, cerca anche di migliorare la forma dell’albero che naturalmente tende a crescere in maniera eccessiva e disordinata con una chioma che scende verso il basso e verso l’esterno diventando simile a un cespuglio. Questa irregolarità sottrae anche la luce ai rami più produttivi danneggiandone la resa in termine di fruttificazione.

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